La misura SIMEST “Transizione Digitale o Ecologica” rappresenta oggi uno strumento particolarmente interessante per le imprese che stanno programmando investimenti in digitalizzazione, cybersecurity, cloud, Industria 4.0, Intelligenza Artificiale, sostenibilità ed efficientamento energetico, grazie alla combinazione tra finanziamento a condizioni agevolate ed eventuale quota a fondo perduto. Le novità introdotte nel 2026 rendono inoltre lo strumento ancora più favorevole per alcune categorie di imprese, con la possibilità di ottenere anticipi fino al 50%, durate fino a 8 anni e, nei casi previsti, contributi a fondo perduto fino al 30%.
SIMEST ha aggiornato la misura “Transizione Digitale o Ecologica”, finanziata attraverso il Fondo 394/81, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti delle imprese italiane nell’innovazione digitale, nella transizione ecologica e nel rafforzamento patrimoniale, favorendone al tempo stesso la competitività sui mercati internazionali. La disciplina attualmente applicabile è contenuta nella Circolare n. 4/394/2023, aggiornata al 30 luglio 2026.
Qual è l’obiettivo dell’agevolazione?
La misura finanzia programmi di investimento destinati alla digitalizzazione dei processi aziendali, alla transizione ecologica e, entro determinati limiti, al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.
In via generale, almeno il 50% dell’importo deliberato deve essere destinato a investimenti digitali e/o ecologici. La restante quota, fino al 50%, può essere utilizzata per ulteriori investimenti finalizzati al rafforzamento patrimoniale, anche realizzati in Italia.
Sono previste condizioni più favorevoli per particolari categorie di imprese, tra cui le imprese energivore o che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico, le imprese con interessi negli Stati Uniti e le imprese rientranti nella nuova misura “Energia per la Competitività Internazionale”.
Chi può accedere?
L’agevolazione è rivolta alle PMI, comprese le microimprese, e alle imprese di maggiori dimensioni, purché abbiano sede legale e operativa in Italia e rispettino i requisiti previsti dalla Circolare.
Tra le principali condizioni di accesso è previsto, in particolare, che l’impresa disponga di almeno due bilanci relativi a due esercizi completi precedenti alla presentazione della domanda.
È inoltre richiesta una vocazione internazionale dell’impresa. In via ordinaria, è necessario aver realizzato nell’ultimo esercizio un fatturato export pari almeno al 10%. Sono tuttavia previste modalità alternative di accesso, ad esempio per le imprese energivore o impegnate in percorsi di efficientamento energetico e per le imprese appartenenti a filiere con clienti esportatori. Per i progetti interamente dedicati all’Intelligenza Artificiale sono inoltre previste specifiche condizioni agevolate di accesso.
Quanto si può ottenere?
L’intervento agevolativo parte da un importo minimo di 10.000 euro e può arrivare fino al minore tra il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci e il limite previsto in funzione della dimensione dell’impresa.
In particolare, l’importo massimo è pari a 500.000 euro per le microimprese, 2,5 milioni di euro per PMI, PMI innovative e start-up innovative e 5 milioni di euro per le altre imprese.
L’agevolazione è composta principalmente da un finanziamento a tasso agevolato, al quale può aggiungersi, in presenza dei requisiti richiesti, una quota di cofinanziamento a fondo perduto.
Contributo a fondo perduto
Per alcune categorie di imprese è possibile ottenere un cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% dell’intervento, entro un massimo di 100.000 euro. Rientrano, ad esempio, PMI localizzate nel Mezzogiorno, imprese giovanili o femminili, PMI innovative e start-up innovative, imprese con determinate certificazioni ambientali o di sostenibilità e PMI con una significativa quota di fatturato export.
Condizioni particolarmente favorevoli sono previste per le imprese energivore, per quelle che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico e per le imprese che accedono alla misura “Energia per la Competitività Internazionale”.
Per queste ultime, per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026, il cofinanziamento può arrivare al 20%, fino a un massimo di 200.000 euro, e per le PMI che rientrano nella misura “Energia per la Competitività Internazionale” può essere elevato fino al 30%, sempre nel limite massimo di 200.000 euro e nel rispetto del plafond “de minimis”.
Quali spese possono essere finanziate?
La misura copre una gamma molto ampia di investimenti. Per la transizione digitale sono ammissibili, ad esempio, interventi per la digitalizzazione dei processi aziendali e dei modelli organizzativi, attrezzature tecnologiche, software e contenuti digitali, consulenze specialistiche, sistemi di disaster recovery e business continuity.
Rientrano inoltre gli investimenti collegati all’Industria 4.0, tra cui cybersecurity, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, sistemi cyber-fisici, realtà virtuale e aumentata, robotica avanzata, manifattura additiva e Internet of Things. Sono ammissibili anche le spese per certificazioni digitali e gli investimenti riconducibili all’Intelligenza Artificiale.
Sul fronte della transizione ecologica, possono essere finanziati investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, l’efficientamento energetico e idrico, la mitigazione degli impatti climatici e l’ottenimento di certificazioni ambientali e diagnosi energetiche.
Sono inoltre ammesse, entro i limiti previsti dalla misura, spese per investimenti destinati al rafforzamento patrimoniale e alcune spese di consulenza collegate alla predisposizione e gestione della pratica SIMEST.
Tasso agevolato e durata del finanziamento
Al momento della domanda l’impresa può scegliere un tasso agevolato pari al 10%, 50% oppure 80% del tasso di riferimento applicabile. Il tasso così determinato rimane fisso per la durata del finanziamento.
La durata ordinaria è di 6 anni, comprensiva di 2 anni di preammortamento e 4 anni di rimborso. Per determinate categorie – tra cui imprese energivore, imprese interessate dalla misura Energia per la Competitività Internazionale, imprese con interessi negli Stati Uniti e imprese che destinano il 100% dell’intervento all’Intelligenza Artificiale – può essere richiesta un’estensione di ulteriori 2 anni, arrivando quindi fino a 8 anni complessivi.
Anticipo e realizzazione degli investimenti
L’intervento viene normalmente erogato in un massimo di tre tranche. La prima tranche ordinaria è pari al 25% dell’importo deliberato.
Per le categorie beneficiarie delle condizioni rafforzate – tra cui imprese energivore, imprese della misura Energia per la Competitività Internazionale, imprese con interessi negli Stati Uniti e progetti interamente dedicati all’Intelligenza Artificiale – l’anticipo può invece arrivare al 50% dell’intervento agevolativo.
Il programma di investimento deve essere realizzato entro 24 mesi dalla stipula, con possibilità di richiedere una proroga di ulteriori 6 mesi secondo le condizioni stabilite dalla Circolare.
Attenzione alla gestione delle spese
Un aspetto particolarmente importante riguarda la tracciabilità degli investimenti. Prima di sostenere le spese ammissibili l’impresa deve disporre di uno specifico conto corrente dedicato, destinato alle movimentazioni relative al programma finanziato. Inoltre, il CUP assegnato da SIMEST deve essere riportato sulle fatture e sui relativi pagamenti.
È quindi fondamentale programmare correttamente gli investimenti e le relative modalità di pagamento fin dalle prime fasi del progetto, così da evitare che spese potenzialmente agevolabili risultino successivamente non ammissibili.
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