Il Voucher Cloud & Cybersecurity rappresenta un’opportunità interessante per le imprese e i professionisti che intendono effettuare investimenti strutturali nella digitalizzazione dei propri processi, nei sistemi gestionali e nella sicurezza informatica, offrendo un contributo a fondo perduto fino al 50% della spese ammissibile.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito i termini per l’accesso al Voucher Cloud & Cybersecurity, la nuova misura destinata a sostenere gli investimenti di PMI e lavoratori autonomi nell’acquisto di servizi e soluzioni tecnologiche in ambito cloud e sicurezza informatica.
Con il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 sono state stabilite le modalità operative dello sportello: sarà possibile iniziare a compilare le domande dal 20 ottobre 2026, mentre l’invio effettivo delle richieste sarà consentito dalle ore 12.00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12.00 del 20 gennaio 2027.
Beneficiari
L’agevolazione è rivolta alle PMI e ai lavoratori autonomi operanti su tutto il territorio nazionale, purché in possesso dei requisiti previsti dalla misura.
Tra le condizioni richieste vi è anche la disponibilità, al momento della presentazione della domanda, di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con una velocità minima in download di 30 Mbps.
L’obiettivo della misura è favorire la transizione digitale attraverso l’introduzione di soluzioni tecnologiche nuove, aggiuntive o più avanzate e sicure rispetto a quelle già utilizzate.
Spese ammissibili
Il Voucher consente di finanziare l’acquisizione di diversi servizi e prodotti di cloud computing e cybersecurity, tra cui:
- firewall, router, switch e sistemi di prevenzione delle intrusioni;
- antivirus, antimalware, sistemi di monitoraggio delle reti e software per la gestione delle vulnerabilità;
- sistemi di crittografia e soluzioni SIEM per la gestione degli eventi di sicurezza;
- servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma, come virtual machine, storage, backup, database, VPN e protezione DDoS;
- software SaaS per contabilità, gestione delle risorse umane, ERP e workflow aziendali;
- soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale;
- CMS, piattaforme e-commerce e CRM;
- servizi di collaborazione e centralino virtuale.
Sono inoltre ammessi i servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, entro il limite del 30% del piano complessivo di spesa. Sono invece esclusi i servizi di formazione.
I prodotti e servizi potranno essere acquisiti tramite acquisto diretto, abbonamento oppure una combinazione delle due modalità.
Importo dell’investimento e contributo
Il piano di spesa deve avere un valore minimo di 4.000 euro.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un contributo massimo concedibile pari a 20.000 euro per ciascun beneficiario.
Ad esempio, a fronte di un investimento ammissibile pari a 20.000 euro, il contributo potrà arrivare fino a 10.000 euro; per investimenti pari o superiori a 40.000 euro, il contributo massimo rimarrà comunque pari a 20.000 euro.
Le agevolazioni sono concesse in regime “de minimis”.
Attenzione: non sono finanziati i semplici rinnovi
Un elemento particolarmente importante riguarda la natura degli investimenti.
Non sono agevolabili le spese per prodotti o servizi che abbiano caratteristiche sostanzialmente analoghe a quelli già utilizzati dal beneficiario.
Sono inoltre escluse:
- le semplici estensioni delle licenze già possedute;
- l’aumento del numero di utenti o delle postazioni;
- gli aggiornamenti di versione che non comportino un miglioramento sostanziale delle funzionalità.
Può invece essere agevolabile l’adozione di una versione tecnologicamente più avanzata, ad esempio quando vengono introdotte nuove funzioni di automazione o di intelligenza artificiale.
Fornitori abilitati dal MIMIT
Un’altra condizione essenziale riguarda il soggetto presso il quale vengono effettuati gli acquisti.
I servizi e i prodotti agevolabili devono infatti essere forniti da operatori presenti nell’apposito elenco dei fornitori abilitati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’elenco dei soggetti abilitati è stato definito con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026.
Pertanto, prima di programmare l’investimento, sarà importante verificare che sia il prodotto o servizio prescelto sia il relativo fornitore rientrino tra quelli ammessi alla misura.
Presentazione della domanda
L’iter di presentazione della domanda è articolato in due fasi:
dal 20 ottobre 2026, ore 12.00: sarà possibile procedere con la compilazione della domanda;
dal 10 novembre 2026, ore 12.00: sarà possibile procedere con l’invio formale della richiesta;
20 gennaio 2027, ore 12.00: termine ultimo previsto per la presentazione.
Ogni beneficiario potrà presentare una sola domanda di agevolazione.
La procedura è a sportello e le domande vengono ammesse alla fase istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione. In caso di esaurimento delle risorse disponibili, il Ministero procederà alla chiusura dello sportello.
Per questo motivo sarà opportuno predisporre in anticipo il progetto di investimento e la relativa documentazione.
Documentazione necessaria
In fase di domanda sarà necessario indicare, tra gli altri elementi:
- la situazione tecnologica di partenza dell’impresa o del professionista;
- il miglioramento atteso attraverso l’investimento;
- i servizi e prodotti che si intendono acquistare;
- i fornitori individuati;
- la modalità di acquisizione, tramite acquisto o abbonamento;
- l’importo delle spese previste e del contributo richiesto.
Alla domanda dovranno inoltre essere allegate le offerte dei fornitori, contenenti i codici identificativi dei prodotti o servizi e le relative voci di costo.
Risorse disponibili
La misura dispone complessivamente di 150 milioni di euro, finanziati attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione.
Una quota pari a circa 71 milioni di euro è riservata agli investimenti realizzati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
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